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Guide · 4 minuti di lettura · Aggiornata il 29 ottobre 2026

Votare i giocatori dopo la partita: come funziona un buon sistema di voti

Dare un voto ai compagni dopo ogni partita è un gioco, ma è anche il modo più onesto per sapere come sta andando il gruppo. Con un po’ di regole diventa uno strumento utile per fare squadre equilibrate e per premiare chi lo merita.

Perché far votare i compagni

Il livello di un giocatore lo conoscono meglio i suoi compagni che lui stesso: l’autostima è un pessimo termometro. Se ognuno vota gli altri dopo la partita, la media dei voti nel tempo dà un’indicazione molto più affidabile di qualunque giudizio personale, e riduce le discussioni sul «chi è forte».

La scala dei voti

Usate una scala da 1 a 10 con la mezza cifra, come a scuola e come nelle pagelle dei giornali sportivi: il 6 è la sufficienza, 7-8 una buona partita, 9-10 la partita dell’anno. Per evitare che tutti diano sempre 7, spiegate che un 6 è il voto di una partita normale, non un’offesa.

Chi vota e quando

Aprite le votazioni subito dopo la partita e chiudetele dopo 24 ore: le impressioni sono fresche e nessuno ha tempo di accordarsi con gli altri. Ognuno vota tutti, tranne se stesso. Se qualcuno vota solo chi gli sta simpatico, il suo effetto si diluisce nella media di tutti gli altri.

Il voto medio e l’MVP

Il voto della partita di un giocatore è la media dei voti ricevuti. L’MVP (miglior giocatore) è chi ottiene la media più alta, a parità di voti conta chi ha segnato o fatto più assist. Per il livello generale, invece, ha senso guardare la media delle ultime partite, con un peso maggiore a quelle più recenti: così un giocatore che migliora lo si nota subito.

Contro i favoritismi

Mostrate i voti come media, non uno per uno: sapere chi ha dato 5 a chi serve solo a creare risentimenti. Chiedete un numero minimo di votanti perché un voto sia valido. L’obiettivo è far funzionare le squadre, non vincere il voto.

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