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Guide · 6 minuti di lettura · Aggiornata il 29 ottobre 2026

Come fare squadre equilibrate: sette metodi a confronto

Una partita è divertente quando il risultato è incerto fino alla fine. Se una squadra vince 12 a 3, la settimana dopo c’è chi non si presenta. Fare squadre equilibrate è la cosa più importante di tutto il calcetto tra amici.

Il sorteggio puro

Si estraggono i nomi a caso. È il metodo più semplice ed è percepito come giusto, ma funziona solo se i livelli sono simili. Con un gruppo eterogeneo, il caso può mettere i tre migliori nella stessa squadra, e la partita è già decisa.

I capitani che scelgono

Due capitani scelgono a turno, come al campetto da ragazzi. Il metodo è divertente, ma tende a umiliare chi viene scelto per ultimo e dipende molto dall’abilità del capitano nel valutare gli altri. Se lo usate, alternate i capitani ogni settimana e fate scegliere in ordine «a serpentina» (1-2-2-1-1-2...) invece di alternare uno a uno: compensa il vantaggio di chi sceglie per primo.

Livelli per ruolo

Si dividono i giocatori in fasce (forti, medi, scarsi) e si distribuiscono equamente nelle due squadre. Funziona bene, ma bisogna anche tenere conto dei ruoli: due squadre equilibrate nei livelli ma una senza difensori diventano squilibrate nel gioco. Cercate di avere in ogni squadra almeno un portiere affidabile, un paio di difensori e un paio di giocatori offensivi.

Un punteggio per ogni giocatore

Assegnate a ciascuno un valore da 1 a 10 e cercate la divisione in cui la somma dei punteggi è la più vicina possibile. Con dieci giocatori le possibili divisioni sono 126: a mano non si provano tutte, ma con un foglio di calcolo o con un’app si trova la migliore in un istante.

Il punto debole è come si assegna il punteggio. Se lo decide una persona sola, nasce il sospetto del favoritismo. Se lo decidono i compagni con i voti dopo le partite, il livello nasce dai fatti e non dall’opinione.

Lo storico dei risultati

Più si gioca, più i numeri dicono la verità: chi vince più spesso, chi segna, chi fa gli assist, con chi si gioca bene. Un buon sistema tiene conto anche dell’affiatamento: due giocatori che insieme vincono l’80% delle partite vanno separati, non uniti.

Il metodo giusto per il vostro gruppo

Non esiste un metodo perfetto. Un gruppo piccolo e affiatato può cavarsela con i capitani; uno più grande ha bisogno di numeri. L’importante è che il criterio sia dichiarato prima, uguale per tutti e ripetuto nel tempo: così nessuno può dire che le squadre sono «truccate».

Dopo ogni partita, guardate il risultato. Se per tre settimane la stessa squadra vince di molto, correggete il metodo: le squadre sono equilibrate solo se i risultati lo confermano.

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